Blocco contro blocco: la sfida su Hormuz e il rischio di escalation globale.
- 13 apr
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Gli Usa rispondono al blocco dello stretto di Hormuz con un altro blocco. Grande strategia, non trovate? Ho l'impressione che Trump si sia rivolto agli stessi finissimi strateghi che hanno approvato l'astutissima mossa di andare all'attacco dell'Iran al seguito degli affidabilissimi compagni di merende israeliani: gli stessi che in passato hanno allestito le raffinatissime sanzioni che avrebbero dovuto far crollare la Russia e invece hanno colpito l'Europa. La logica - anche questa finissima, astutissima e affidabilissima - è infatti la stessa: per impedire che l'Iran abbia il controllo dello stretto e decida chi deve e non deve passare, Trump ha deciso di chiudere ogni strada finendo però per penalizzare prima ancora che l'Iran tutti i paesi che hanno interessi nella zona. Tutti fuori, un genio. Quasi quasi gli darei un Nobel...
Nelle scorse settimane è del resto arrivata la notizia di accordi bilaterali tra l'Iran e diversi paesi, come la Cina, l'India, il Giappone e persino la Francia, che è riuscita a far passare alcune navi. Un fatto del genere era inaccettabile per gli Usa, la cui supremazia militare si fonda anche sul controllo marittimo e sulla sorveglianza degli stretti marittimi.
Vedremo come andrà a finire. Il costo di queste manovre sarà salatissimo e ricadrà anche sull'Europa, e anzi soprattutto sull'Europa, dato che i leader dei suoi paesi non hanno uno straccio di idea sul da farsi e non hanno un briciolo di coraggio per opporsi agli Usa e a Israele. La Cina dal canto suo ha invece parecchie carte da giocare. Come ritorsione per le perdite economiche potrebbe ad esempio giocare la carta del debito americano, di cui è uno dei maggiori detentori stranieri. Di sicuro non starà a guardare.
Una cosa è certa. Siamo di fronte a uno dei fatti geopolitici più rilevanti del nostro tempo, la cui portata va molto al di là dell'Iran e chiama in causa la tenuta strategico-militare degli Stati Uniti. L'avventurismo trumpiano ha infatti accelerato il declino di questo paese, eteroguidato dalla banda criminale di Natanyahu, che, a quanto pare, ha ordinato nelle scorse ore una nuova mobilitazione per riprendere gli attacchi all'Iran. Se infatti la politica estera americana è un pasticcio colossale, quella israeliana è chiarissima: radere al suolo i nemici, senza trattative, senza diplomazia, senza alcuno scrupolo.



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