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Dal negoziato al logoramento: Washington verso una guerra infinita

  • 27 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

VIAGGIO CANCELLATO DI WITKOFF E KUSHNER - “Trump sta mettendo gli Usa in un vicolo cieco”

I negoziatori Witkoff e Kushner restano in USA. Si rischia una guerra di anni, che indebolirà gli Stati Uniti su tutti i fronti

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi deposita a Islamabad la proposta iraniana e se ne va, Trump annulla il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner, i suoi inviati. La trattativa per mettere fine alla guerra in Iran non decolla. Il problema, osserva Fabio Mini, generale già capo di stato maggiore della NATO per il Sud Europa e comandante delle operazioni di pace della NATO in Kosovo, è che gli USA non fanno concessioni. Così Trump, che non vuole uscire sconfitto, potrebbe continuare a bombardare. Lo farebbe nonostante la sua dotazione missilistica sia già ridotta al 40% e incurante dei danni che Teheran potrebbe arrecare alle strutture petrolifere del Golfo.


La verità è che gli americani rischiano una guerra di due o tre anni da cui uscirebbero dissanguati e che li renderebbe incapaci di reggere il confronto su altri scenari, nel continente americano, in Ucraina e in Oriente. Il vero elemento di destabilizzazione del Medio Oriente, però, rimane Israele.

Gli iraniani hanno presentato la loro proposta per i negoziati e gli americani Witkoff e Kushner avrebbero rinunciato a partire per Islamabad: non c’è speranza per le trattative?

Penso che siano sempre troppo distanti, soprattutto a motivo delle richieste degli americani. L’Iran non ha aumentato il livello delle pretese: vuole la libertà di sviluppare un programma nucleare civile, più di una volta ha ribadito di aver rinunciato alla bomba atomica e ha firmato il Trattato di non proliferazione, cosa che non hanno fatto né gli americani né gli israeliani. D’altra parte, sul nucleare si erano già accordati con Obama, intesa che poi Trump ha disdetto. Ora sono gli americani che devono fare qualche concessione. Invece vogliono che gli iraniani dicano: “Siamo sconfitti”.


L'Iran si piegherà?

No, sono disposti a proseguire con la guerra per dimostrare che non sono sconfitti. E questo costerà molto all’America, non in termini di soldi o di personale, ma di equilibrio, dignità, prestigio internazionale.


Quindi gli americani torneranno a bombardare?

Se qualcuno non fa capire a Trump che non può vincere, torneranno a bombardare. Dice che ha già vinto ma è una menzogna e gli iraniani sono pronti a farglielo vedere. Non minacciano direttamente l’America ma i Paesi del Golfo sì, facendo un danno dieci volte più alto all’economia mondiale.


Ma l’Iran in questa situazione può resistere?

Possono resistere, realizzare un’economia di sussistenza. Hanno tenuto durante dieci anni di guerra contro l’Iraq nonostante i loro nemici fossero sostenuti da Unione Sovietica e USA. L’Iran sopravvivrebbe: non è il petrolio che lo sostenta, con il petrolio ci prospera. E bombarderebbe ancora le basi americane e Israele. Gli americani in questo modo rischiano di perdere il Medio Oriente. In realtà la guerra Trump la sta facendo a se stesso, all’Europa e ai Paesi del Golfo.


Il presidente vorrebbe chiedere alle imprese americane di ricostruire le infrastrutture proprio nei Paesi del Golfo: anche la guerra è un affare?

È un investimento, è la strategia della distruzione per la ricostruzione. Perché il denaro va riciclato, è troppo statico, i mercati sono troppo stabilizzati. Per fare grandi affari bisogna che ci sia destabilizzazione. Se la distruzione è grande, la ricostruzione sarà un’impresa da grandi. È una strategia. Anche per gli armamenti gli americani stanno spendendo cifre astronomiche, tanto che è rimasto loro solo il 40% dei missili contraerei  che avevano.


Questo cosa comporta?

Le mire e gli obiettivi americani non sono solo in Iran e in Medio Oriente, riguardano il continente americano, l’Ucraina, l’Oriente. E ora hanno il 40% delle scorte, che erano calibrate per sostenere due conflitti regionali di medio termine. Se continuano in questo modo e riprendono i bombardamenti in Iran, la fine della guerra gli americani non la vedranno neanche in 2 o 3 anni. Qui sono coinvolti direttamente, non come in Ucraina. Si sveneranno e Trump non avrà più l’appoggio politico interno. Siccome non vogliono dichiararsi sconfitti, gli americani continueranno e si dissangueranno. Questo potrebbe succedere se non si presenteranno alle trattative con richieste serie e non massimaliste.


Il Medio Oriente è destinato a una instabilità endemica?

Il vero problema è Israele. Fino a quando concepirà una strategia che prevede da parte sua la distruzione di tutto quello che c’è intorno, non cambierà niente. È Israele a destabilizzare il Medio Oriente. Fino a quando ci sarà questo governo e verranno ascoltati i partiti di estrema destra, questa strategia verrà mantenuta.

intervista di Paolo Rossetti al Generale Fabio Mini



 
 
 

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