top of page

Hormuz e tregua mancata: il ritorno al punto zero della crisi.

  • 20 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Per sabotare tregua e diplomazia bisogna essere prima di tutto davvero sicuri delle proprie capacità di fare la guerra. Washington si trova ora e più che mai gravata dalla propria fragilità strategica e subalternità ad interessi contrastanti di gruppi interni e di potenze esterne come l'alleato israeliano. Gli interessi in Medio Oriente di Stati Uniti ed Israele non sono mai stati pienamente compatibili, e nel protrarsi questo conflitto lo sta sempre più evidenziando. Lo stesso si può dire per la compatibilità tra gli interessi americani e di tutti gli altri alleati e partner regionali, non a caso sempre più divisi e distanti da Washington. 


Non aver accolto un gesto distensivo come la riapertura iraniana dello Stretto di Hormuz, come segnale d'incoraggiamento per aver costretto Israele ad accettare la tregua in Libano, ed aver reagito chiudendolo a propria volta con la propria Marina, ha significato per Washington ritrovarsi di nuovo al punto di partenza, e quel che è peggio senza neanche più i mezzi e il vantaggio di due mesi fa. Non a caso non vi sarà una partecipazione iraniana al secondo giro di negoziati; mentre la tregua in Libano, debolmente imposta per un negoziato che servisse a Washington per coprirsi politicamente a livello internazionale e a trasferire fittiziamente la neutralizzazione di Hezbollah al governo libanese, è ugualmente in vita soltanto a parole. 


Dunque, salvo novità, si ritornerà al nastro di partenza. Gli Stati uniti non sono ancora giunti al livello idoneo a farne degli interlocutori più malleabili, o quantomeno più affidabili: il peso dello stato di guerra estesa e senza soluzioni di continuità, del blocco energetico e delle catene del valore, ecc, deve evidentemente giungere ancora a livelli più alti, tali da portare ancor più alla rottura di quanto resta del loro "ordine basato su regole", fondato sul "giardino" del "Washington consensus". 

Non ci vorrà molto, comunque, prima che i tavoli negoziali tornino a dire nuovamente la loro. La morsa sull'economia internazionale, le relative conseguenze politiche a livello interno ed estero, ed infine l'impossibilità per Stati Uniti ed Israele ad ovviare alle loro difficoltà operative sul campo, in caso di una ripresa delle ostilità in entrambi i fronti, saranno elementi che contribuiranno fortemente a restituir loro attualità.



 
 
 

Commenti


bottom of page