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Pressioni e Sovranità: Donald Trump sfida l’Italia nel nuovo scontro globale

  • 1 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

Quello di Trump è un avvertimento degno di un gangster. Se volete è anche un segno di debolezza: nessun presidente americano si era mai espresso così verso governo italiano. Ma è un segno di debolezza rivolto a un paese ancora più debole, un paese strutturalmente fragile, sia sul piano politico-economico che su quello istituzionale, che avrebbe molte più risorse di quello che i suoi governanti credono per rispondere agli USA.

L’attacco all’Italia, esteso anche alla Spagna e alla Germania, ha infatti anche un significato più attuale, legato alla strategia di Trump nella guerra in Iran. Non è da escludere che gli USA si stiano preparando a un nuovo attacco, questa volta finalizzato a radere al suolo l’Iran e a vendicare l’offesa dei Pasdaran per non essersi piagati e per aver preteso di controllare lo stretto di Hormuz. 


Dovremmo allora avere il coraggio di rimandare al mittente le minacce di ritiro dell’esercito dal territorio italiano. Trump faccia pure. Nelle condizioni in cui si trovano gli USA non potranno mai dare seguito a questa minaccia. L’Italia gli serve eccome. Cercano di umiliarla per nascondere quanto sia necessario il suo supporto logistico. 

Bisognerebbe avere il coraggio di dire no. Maggioranza e opposizione dovrebbero rifiutarsi di recitare in questo ruolo umiliante. Lo stesso presidente della Repubblica, invece di giocare con le Minetti e le Salis per le sue operazioni neocentriste, dovrebbe rappresentare fino in fondo l’Italia e respingere nettamente gli attacchi mafiosi degli Stati Uniti.

Buona festa dei lavoratori



 
 
 

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